Lo vedi vero? Vedi come le cose cambiano, mutano col passare del tempo?
Ogni forma d’amore è solo un’ambigua bugia per farci vivere meglio, per farci credere che infondo alle tenebre ci sia quella fievole luce che brilla per noi.
Cazzate. Cazzate. Cazzate.
L’amore di una madre non è per sempre, a volte è inesistente.
L’amore di un compagno non è stabile. Un giorno c’è, un giorno no…
L’amore di un amico è falso, ti cerca solo quando vuole qualcosa o si sente solo.
Quindi, la felicità non esiste. Noi siamo nati per soffrire, è questa la dolce punizione che ci spetta, è questa la nostra natura. La paura di tutto e di niente, alla costante ricerca di risposte, di fottute risposte che nessuno (sai) ti darà.
A volte vedi un piccolo scintillio nella penombra dei tuoi incubi. Lo vedi chiaro, palpabile, lo sfiori col corpo, inizi ad affezionatici e nel preciso momento in cui non puoi più fare a meno di quel calore ecco che scoppia tra le tue fragili mani bianche, lasciandoti nel buio che con gli anni ti sei costruito.
La mia luce si sta spegnendo e francamente non ho nessuna voglia di tornarmene nell’abisso del mio inferno. La evoco, la mia luce, la chiamo per nome, parlandogli come ad un amante ubriaco di lussuria, voglio che sia mia per sempre, non voglio che si spenga, che mi lasci ancora sola, nuda, fredda…ho bisogno del suo fottutissimo calore, voglio vedere quel colore verde perdersi ancora una volta nel mio marrone…
Ma sono solo emozioni di passaggio…
Sentimenti stupidi…
Voglio sentire il mio corpo freddo e fermo sotto la terra silenziosa, solo allora sarò a casa (la mia), non voglio essere immortale, sarebbe troppo schifoso vedere tutto questo amore falso ed ipocrita marcire sotto gli occhi di grassi aguzzini golosi e avidi della tua luce…così voglio raggiungere presto il mio posto al cimitero, al silenzio, al freddo, da sola. Tanto ormai la solitudine fa parte del mio essere immutabile. In ognuno di noi c’è un mostro. È proprio li, dietro al cuore, ogni volta che ci arrabbiamo o siamo tristi il mostro ce ne mangia un pezzettino fino a farcene rimanere senza. Senza cuore. Il mio mostro è una scimmia. Una scimmia scheletrica, dice di amarmi, ma è un’altra bugia per confondermi. Non mi fa mangiare lei, mi fa tagliare, non solo i polsi, ma anche le spalle e l’interno coscia. Posti tattici, nessuno li può vedere. È il mio piccolo segreto, mio e della scimmia. Non sono né anoressica né autolesionista…sono solo due inutili parole che ti fanno perdere un sacco di tempo prezioso. Io sono…mmm…non lo so…non saprei definirmi…sono una scatola nera...simile ad un vaso di Pandora. Voi credete di conoscermi, credete di sapere i miei punti deboli, vi sbagliate. Nemmeno io posso sapere quale sarà la mia prossima mossa, come pretendete di saperla voi per me? Sono senza controllo alcuno, sembra che io vi dia retta, ma alla fine faccio sempre quello che voglio. Il male non mi affascina, il bene neppure. Però se dovessi scegliere fra questi due sceglierei indubbiamente il male. Non so il motivo, ma sento una specie di attrazione per le cose, come si può dire? Malvagie? Forse sono una persona cattiva, una brutta persona, un demone che vi divora il cervello…non so…però quando finalmente mi libererò da questa prigione terrena che amiamo chiamare corpo, vorrei andare all’Inferno. Tanto per fare, tanto per vedere la faccia di Lucifero, tanto per stringergli la mano e complimentarmi con lui per aver creato un demone tanto schifoso quale sarei io. Secondo me Lucifero ha un bel aspetto, infondo era l’angelo più bello del Paradiso. Immaginatevelo il padrone delle fiamme, capelli corvini, occhi di ghiaccio, muscolatura perfetta, ali nere…io ne sono attratta. Non saprei…sento il bisogno di andare li…sento che quella è casa mia…che essere dannato che sono…ora, non sono satanista, non sono cristiana…io dalle cose sono ispirata. Le cose carine, buone e dolci non mi ispirano…anche se con la mia luce la sono. Mi piace coccolarla, mi piace trasmetterle quel poco di calore che quel pezzo del mio cuore vorrebbe darle. Lei è l’unica cosa per la quale sarei disposta a tutto…che poi sarebbe lui. Lui è la mia luce…
Io dovevo morire l’anno scorso. Non ci sono riuscita. Avevo una data di scadenza, non l’ho rispettata. Forse Lucifero mi aveva lasciato un posto all’Inferno e visto che non ci sono andata me la sta facendo pagare.
Io volevo bene, si, una volta volevo bene a tutto, poi ho imparato che voler bene significa soffrire inutilmente, sinonimo di perdita di tempo…credevo che mia mamma mi volesse bene, credevo fosse reciproca la cosa…poi il demone che c’è in me mi ha annebbiato l’anima e ho fatto una cosa che non avrei mai dovuto fare…che in uno stato di lucidità non avrei mai pensato di fare…già prima mia mamma non è che mi volesse poi così bene…dopo quel fatto che non starò qui a raccontarvi (non ho ucciso nessuno per chi lo pensasse) mi odia, mi odia dal profondo dell’anima, non può vedermi e io percepisco questo sentimento negativo. Lo sento concreto scorrere sulla mia pelle fino ad appesantirmi quel briciolo di cuore che m’è rimasto. Non ho fratelli né sorelle, non ho un padre, non ho una madre, non me ne può fregare un cazzo se non li vedrò mai più. Loro mi odiano…io ho iniziato ad odiare loro…e il mondo…
La violenza sia psicologica che fisica non mi fa più nessun effetto. A volte mi piacerebbe picchiare tutte queste ombre che perseguitano casa mia. Prenderle per i capelli e sbattere la loro testolina contro al muro finché non si apre in due come un’anguria come loro han fatto con me. Me ne sbatto altamente della pietà, è una forma debole della debolezza stessa, e io sono stufa di essere debole ed inutile.
Voglio chiudere gli occhi e sentire il mio liquido rosso percorrermi le braccia, la schiena, le gambe…ahhh…sensazione divina…poi il tonfo del mio corpo che giace a terra immobile, immobile come la mia coscienza marcia…come la scimmia...
E con questo a voi la parola…non giudicatemi, perdete tempo, e io di tempo da perdere con piccoli ed insignificanti insetti come voi non ne ho...
martedì 26 gennaio 2010
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